Nataša Basanić Čuš: Sve gradske politike počinju s obitelji i djecom

Nataša Basanić Čuš: “Tutte le politiche cittadine iniziano dalle famiglie e dai bambini”

2026-02-26

Nataša Basanić Čuš ha assunto lo scorso anno la carica di vicesindaca di Parenzo, al fianco del sindaco Loris Peršurić. In questo periodo si è dedicata in particolare all’istruzione prescolare e, in qualità di presidente della Commissione per l’attuazione dell’iscrizione dei bambini alle scuole dell’infanzia, partecipa attivamente alla definizione delle politiche che riguardano direttamente genitori e bambini.
Come descriverebbe il periodo successivo al suo insediamento, in particolare nel campo dell’istruzione prescolare?
È stato un periodo intenso, ma anche molto concreto. L’istruzione prescolare è un sistema che richiede presenza e comunicazione quotidiane. Fin dal primo giorno, il nostro obiettivo è stato chiaro: garantire la stabilità del sistema, assicurare posti sufficienti per tutti i bambini e migliorare costantemente la qualità del lavoro. In collaborazione con il sindaco, i team comunali e le nostre scuole dell’infanzia, lavoriamo in modo pianificato e a lungo termine, rispondendo allo stesso tempo alle esigenze dei genitori.
La domanda più importante per i genitori è sempre se ci siano posti nelle scuole dell’infanzia. Ce ne sono abbastanza oggi?
Sì, possiamo affermare con certezza che Parenzo dispone di una capacità sufficiente per tutti i bambini i cui genitori desiderano iscriverli. Questo risultato non è casuale, ma frutto di continui investimenti in infrastrutture e personale negli ultimi anni. Solo lo scorso anno Parenzo ha aperto due nuovissime scuole dell’infanzia con asili nido per complessivi 300 bambini e, negli ultimi dieci anni, ne sono state inaugurate cinque. Ciò dimostra che ascoltiamo le esigenze dei cittadini, monitoriamo le tendenze demografiche e pianifichiamo di conseguenza, evitando liste d’attesa e incertezze per i genitori, nel pieno rispetto degli standard pedagogici prescritti: dal numero di dipendenti al numero di bambini per gruppo.
Lei sottolinea che i bambini, su richiesta dei genitori, vengono iscritti anche durante l’anno scolastico. Quanto è importante questa flessibilità?
Oggi i genitori vivono e lavorano in circostanze dinamiche. Cambiamenti di lavoro, trasferimenti, variazioni nella situazione familiare o semplicemente il compimento del primo anno di età del bambino non avvengono necessariamente durante il periodo ordinario di iscrizione. Per questo abbiamo introdotto la possibilità di iscrivere i bambini durante tutto l’anno scolastico, in base alle capacità e all’organizzazione dei gruppi educativi. Su richiesta dei genitori, quando giustificato e possibile, consentiamo anche trasferimenti interni. Nella maggior parte dei casi si tratta del desiderio di avvicinare il bambino alla propria abitazione o al luogo di lavoro. Cerchiamo di adattarci alla vita reale delle famiglie, nei limiti delle possibilità. Ad esempio, quando l’interesse per una determinata struttura supera la disponibilità, teniamo conto anche del luogo di residenza. I servizi comunali e gli operatori delle scuole dell’infanzia sono in costante contatto con i genitori e durante tutto l’anno cerchiamo soluzioni, con l’obiettivo chiaro di garantire che nessun bambino rimanga senza supporto.
Le scuole dell’infanzia si stanno sviluppando sempre più nelle aree suburbane. Quanto è importante che una struttura sia “vicino a casa”?
Le aree suburbane sono in continua espansione e, di conseguenza, si costruiscono le strutture necessarie. Una scuola dell’infanzia nel proprio quartiere significa meno logistica per i genitori, ma rafforza anche la comunità locale. I bambini crescono con gli amici del quartiere, le famiglie si conoscono e il senso di appartenenza si rafforza. Un altro aspetto molto importante è la riattivazione di strutture fino a poco tempo fa trascurate, come le scuole dell’infanzia di Sbandati o Monspinoso, oppure la creazione di nuove strutture che trasformano i nostri insediamenti, come Villanova, in luoghi in cui i bambini possano sentirsi a casa nel lungo periodo, in futuro dalla scuola dell’infanzia fino all’ottava classe della scuola elementare.
Ecco perché stiamo costantemente sviluppando le capacità nelle aree suburbane, affinché i genitori abbiano la possibilità di scegliere e la sicurezza che i loro figli possano frequentare la scuola dell’infanzia nel proprio ambiente.
Qual è il valore delle scuole dell’infanzia nei diversi insediamenti?
Sia le grandi scuole dell’infanzia in città sia quelle più piccole nelle aree suburbane hanno caratteristiche peculiari, ma desidero sottolineare che la qualità del lavoro educativo e dell’assistenza ai nostri bambini più piccoli è costante in tutte le strutture. Lo standard è identico ovunque. Le scuole dell’infanzia cittadine sono vicine al mare, agli eventi e ad altre infrastrutture, mentre nelle strutture più piccole l’atmosfera è quasi familiare: i bambini, piccoli e grandi, interagiscono naturalmente, imparano gli uni dagli altri e sviluppano un forte senso di sicurezza. Sono vantaggi importanti, da non sottovalutare.
Si investe molto anche nel personale qualificato. Cosa si sta facendo nello specifico?
Stiamo attrezzando ulteriormente le scuole dell’infanzia e rafforzando i servizi professionali. Finanziamo le spese universitarie per il corso di laurea part time in educazione prescolare per i supplenti non qualificati che lavorano già nelle nostre strutture e desiderano rimanere nel sistema a lungo termine. Inoltre, a causa della carenza di personale, offriamo borse di studio agli studenti di educazione prescolare, creando così un futuro corpo docente stabile e professionale.
Miglioriamo anche le condizioni per i bambini con disabilità, sviluppando il supporto professionale e attrezzando gli spazi, come dimostra la sala Snoezelen recentemente inaugurata presso la scuola dell’infanzia DV Radost. Vorrei ricordare che Parenzo è stata tra le prime città in Croazia a finanziare, oltre agli assistenti all’istruzione, anche gli assistenti all’educazione prescolare, affinché i bambini con bisogni specifici ricevano un supporto costante fin dall’età prescolare e lungo tutto il percorso scolastico. Purtroppo, in Croazia gli assistenti all’infanzia sono ancora più l’eccezione che la regola, ma credo che presto ci sarà un cambiamento a livello nazionale.
Attualmente, nelle scuole dell’infanzia di Parenzo accogliamo 781 bambini, con 124 educatori e 31 assistenti.
Quanto è importante investire nelle condizioni di lavoro dei dipendenti?
Senza dipendenti motivati e soddisfatti non può esistere un sistema di qualità. Lavoriamo costantemente per migliorare i diritti materiali e le condizioni di lavoro di tutto il personale delle scuole dell’infanzia. L’istruzione prescolare è una delle priorità chiare della politica cittadina, e lo dimostriamo con decisioni concrete e con gli stanziamenti di bilancio.
Ben il 14,6% del bilancio comunale — oltre 10 milioni di euro all’anno — è destinato all’istruzione prescolare. Se dividiamo questo importo per il numero dei bambini, arriviamo a un investimento di circa 13.054 euro all’anno per ciascun bambino. Quando esistono una volontà politica chiara e una strategia a lungo termine, i risultati diventano visibili e misurabili.
Come presidente della Commissione per l’attuazione delle iscrizioni alle scuole dell’infanzia, lei è in contatto quotidiano con i genitori. Cosa le dicono più spesso?
I genitori attribuiscono grande importanza alla sicurezza e alla comunicazione aperta. Vogliono sapere che il loro bambino avrà un posto, che si troverà in un ambiente sicuro e stimolante e che i suoi bisogni saranno ascoltati. È proprio questa comunicazione diretta con le famiglie che motiva ulteriormente me e tutto il prezioso team cittadino che dialoga con loro ogni giorno. Ogni famiglia ha la propria storia, e il nostro compito è trovare soluzioni e offrire supporto. Credo che a Parenzo ci siamo riusciti e che i genitori sappiano che le nostre porte sono sempre aperte.