Museo del territorio parentino

Museo del territorio parentino
Il Museo del territorio parentino è la più antica istituzione museale dell’Istria, fondato il 24 luglio 1884 durante l’Assemblea costitutiva della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria. La sua missione è la raccolta, conservazione, ricerca ed esposizione dei beni culturali e civili della città di Parenzo e del territorio circostante, attraverso strumenti professionali e scientifici.
Origini e sviluppo
L’idea di creare un museo dedicato alla storia e al patrimonio istriano nacque già a metà del XIX secolo nei circoli intellettuali locali. Il progetto si concretizzò con la fondazione del Museo Archeologico Provinciale dell’Istria a Parenzo, allora sede del Parlamento Provinciale.
Nel contesto della formazione delle nazioni moderne e della crescente coscienza nazionale, il museo assunse un ruolo centrale nella documentazione del processo storico e culturale dell’Istria. In quegli anni furono avviate ricerche archeologiche sistematiche e interventi di conservazione della Basilica Eufrasiana.
Trasformazioni istituzionali
Negli anni ’20, a seguito dell’annessione dell’Istria all’Italia, il centro amministrativo fu trasferito da Parenzo a Pola, comportando anche lo spostamento del Museo Provinciale. Il museo di Parenzo assunse così il ruolo di museo cittadino, mentre quello di Pola divenne provinciale.
Nel 1920, il Marchese Benedetto Polesini donò l’edificio del Parlamento al Comune di Parenzo per ospitare le memorie storiche e culturali della città. Grazie al sostegno di altri cittadini illustri, nacque il Museo Civico d’Arte e Storia, che proseguì la missione museale fino al 29 settembre 1943, quando un incendio distrusse gran parte del patrimonio durante la capitolazione dell’Italia.
Riapertura e sede attuale
Nel 1952, il museo fu riaperto con il nome di Museo del Distretto di Parenzo, oggi Museo del territorio parentino, nella sede attuale: il palazzo barocco della famiglia Sincich, in via Decumana 9.
Il rilancio dell’istituzione è legato al lavoro del Dott. Ante Šonje, storico dell’arte e archeologo, che in oltre trent’anni ha raccolto sistematicamente una vasta collezione di reperti, oggi parte fondamentale del patrimonio museale.
Il Cortile del Lapidario
Il Cortile del Lapidario del Museo del Territorio Parentino è uno spazio espositivo di grande valore storico e simbolico, situato al piano terra del palazzo barocco della famiglia Sincich, sede del museo nel centro storico di Parenzo.
Nel lapidario sono raccolti manufatti lapidei e frammenti architettonici di natura sacra e profana, risalenti a diverse epoche. Tra questi spiccano gli oggetti araldici, intesi nel senso più ampio: elementi decorativi, stemmi scolpiti, iscrizioni e simboli nobiliari incisi su pietra. Questi reperti non solo testimoniano l’evoluzione artistica e stilistica della città, ma rappresentano anche un documento visivo della storia sociale e politica di Parenzo.
Funzione storica e simbolica
• Gli oggetti araldici esposti nel cortile riflettono il ruolo della nobiltà cittadina nella gestione della vita pubblica e nello sviluppo economico locale.
• I simboli incisi su pietra servivano a identificare famiglie, istituzioni e proprietà, ma anche a comunicare status e potere.
• Il lapidario costituisce una sezione del dipartimento storico-culturale del museo, che raccoglie materiali legati alla cultura aristocratica e borghese tra il XVII e il XX secolo.
Questo spazio, aperto al pubblico, offre una visione tangibile della stratificazione storica di Parenzo, e invita i visitatori a scoprire come l’araldica abbia contribuito a definire l’identità urbana e culturale della città.