Una grande scoperta vicino a Parenzo: la chiesa paleocristiana di San Pietro, risalente a 1.500 anni fa, e tracce di vita attraverso i millenni
Su una dolce collina sopra la strada che collega Parenzo a Monspinoso e Mongebbo, il sito di Pudariza ha riaperto uno dei capitoli più significativi del passato parentino. Le più recenti ricerche archeologiche hanno confermato la presenza, sotto la superficie, di una chiesa paleocristiana dedicata a San Pietro, sorprendentemente ben conservata, con uno strato originario risalente al VI secolo.
Il sito è stato visitato oggi dal sindaco di Parenzo Loris Peršurić, dalla direttrice del Museo del territorio parentino Elena Uljančić, dal curatore Gaetano Benčić e dal team di ricerca.
Sebbene l’area fosse stata indagata per la prima volta nel 1961 dall’archeologo Ante Šonje, solo le recenti ricerche sistematiche hanno permesso di ottenere un quadro più completo. È stata individuata una cappella a navata unica con abside semicircolare e, tra i reperti, spiccano un pavimento in lastre di pietra regolarmente scolpite e frammenti di un altare in marmo di Proconneso, materiale che testimonia l’importanza del luogo nel contesto dell’epoca.
Pudariza, tuttavia, non rappresenta un caso isolato. Accanto alla chiesa sono emerse tracce di un complesso economico, probabilmente una villa rustica, mentre nelle immediate vicinanze si trova il sito preistorico di Sant’Angelo. Tutti questi elementi indicano una continuità di vita nell’area attraverso diversi periodi storici.
Il sindaco Peršurić ha sottolineato come Parenzo stia crescendo senza perdere la propria identità: “Gli investimenti nella città non riguardano solo i progetti infrastrutturali, ma anche il nostro patrimonio culturale. Oltre agli interventi sul Palazzo Sincich, sulla Casa Romanica, sulla Casa di Joakim Rakovac, sulla Chiesa della Madonna degli Angeli e su numerose chiese locali, così come sul lungomare cittadino, stiamo investendo anche nella ricerca: da Marafor e Loron fino a Pudariza. Solo così possiamo sviluppare il territorio sapendo cosa stiamo preservando e perché è importante”.
La direttrice Uljančić ha evidenziato l’ampiezza delle attività del museo: “Il Museo del territorio parentino opera costantemente su più livelli: dalla ristrutturazione della propria sede ai programmi espositivi, dalla formazione ai laboratori, fino alla ricerca sul campo come questa. Pudariza dimostra quanti strati inesplorati del nostro passato attendano ancora di essere scoperti e quanto sia fondamentale investire in modo sistematico nella loro tutela”.
La ricerca a Pudariza è finanziata dalla Città di Poreč-Parenzo. La prossima fase prevede la conservazione delle mura e la sistemazione del sito per i visitatori, in un contesto naturale particolarmente suggestivo.
Se questa dinamica verrà mantenuta, Pudariza potrebbe presto diventare una nuova meta di interesse culturale, non solo per gli esperti, ma anche per tutti coloro che desiderano vedere come la storia possa letteralmente riaffiorare in superficie.
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