Nel segno della memoria: a Rušnjak (Pian di Rusgnacco) si è tenuto il tradizionale raduno
Un numeroso pubblico di cittadini si è riunito a Rušnjak (Pian di Rusgnacco), nei pressi di Monpaderno, per celebrare con un programma solenne e il tradizionale momento di ritrovo l'83° anniversario della prima importante partenza organizzata dei partigiani di questa parte dell'Istria verso la Lotta Popolare di Liberazione, sotto la guida dell'eroe popolare Joakim Rakovac.
Nell'estate del 1943, 69 volontari di queste terre partirono per la Lika e il Gorski kotar, combattendo per la libertà e per l'annessione dell'Istria alla madrepatria. Durante tutto il periodo della Lotta Popolare di Liberazione, Rušnjak (Pian di Rusgnacco) è stato un'importante punto di incontro per i partigiani, gli attivisti e le staffette, da cui partivano i percorsi della resistenza e della speranza.
Il presidente dell'Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti di Parenzo, Arduino Matošević, ha ricordato come Rušnjak (Pian di Rusgnacco) rappresenti per il Parentino un forte simbolo di antifascismo e della secolare lotta degli istriani per l'appartenenza alla Croazia.
«È nostro dovere non ricordarli oggi solo come parte del passato, ma come persone che con le loro azioni hanno dimostrato onore, coraggio, solidarietà e responsabilità verso la comunità. Il loro sacrificio non deve essere dimenticato né sminuito. L'antifascismo non è un'etichetta politica che ciascuno può accettare o rifiutare secondo le esigenze del momento. L'antifascismo è un valore civico fondamentale. È un chiaro rifiuto dell'odio, del razzismo, della persecuzione e della violenza. È la difesa della libertà, della dignità umana e del diritto di ogni persona a vivere senza paura», ha dichiarato Matošević.
Si è rivolto ai presenti anche il sindaco di Parenzo, Loris Peršurić, sottolineando che anniversari come questo sono l'occasione per ricordare i valori per i quali la nostra gente era disposta a sacrificare tutto.
«Questi valori sono la libertà, la pace, la dignità dell'uomo e il diritto di ciascuno di vivere come desidera. In Istria abbiamo sempre saputo custodirli. Parenzo è la prima e unica città nella storia moderna croata ad aver aperto un museo dedicato all'antifascismo e a Joakim Rakovac. Ne sono orgoglioso, perché se l'antifascismo spesso si basa sulle parole, a Parenzo si fonda sui fatti, fatti per i quali ci sono voluti coraggio e determinazione.
Non dobbiamo per forza pensarla tutti allo stesso modo. Non dobbiamo andare d'accordo su tutto. Ma dobbiamo tutelare il diritto di ognuno di vivere liberamente. È proprio questo il fondamento della democrazia e ciò che l'antifascismo rappresenta. Custodiamo l'Istria così come la amiamo: aperta, tollerante e in cui le persone si rispettano a vicenda. Lavoriamo affinché i nostri giovani rimangano qui, affinché i nostri pensionati possano vivere con dignità grazie alla loro pensione e per garantire a tutti la miglior qualità di vita possibile. Questo è il modo migliore per dimostrare che comprendiamo i valori per cui hanno combattuto coloro che oggi ricordiamo con rispetto», ha affermato Peršurić.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità: il figlio dell'eroe popolare Joakim Rakovac, Živko Rakovac; i deputati al parlamento Anteo Milos, Dalibor Paus, Sanja Radolović e Marija Blažina; il presidente della Regione Istriana Boris Miletić; il presidente del Consiglio cittadino di Parenzo Elio Štifanić; i vicesindaci Nataša Basanić Čuš e Ugo Musizza; il presidente della Comunità delle associazioni "Josip Broz Tito" della Regione Istriana Mario Ljubešić; il presidente dell'Associazione dei volontari e veterani della Guerra Patriotica di Parenzo Mirko Buić e la presidente dell'Unione delle associazioni dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Regione Istriana Ada Damjanac, presente anche in veste di delegata del Presidente della Repubblica di Croazia Zoran Milanović.
Il presidente della Regione Istriana Boris Miletić ha sottolineato come l'Istria sia un esempio di unione e rispetto del patrimonio antifascista.
«Per questo mi fa piacere che nella nostra Istria questo valore venga coltivato e conservato con orgoglio, a differenza — mi oso dire — della maggior parte del resto del nostro Paese, dove oggi esistono determinate polemiche sul contesto storico e sull'importanza dell'antifascismo e della nostra vittoria nella Seconda guerra mondiale. Sono felice di essere il presidente di una regione in cui le nostre associazioni di antifascisti e di veterani della Guerra Patriotica commemorano insieme sia le date della Lotta Popolare di Liberazione sia quelle della Guerra Patriotica. Grazie a tutti per questo, perché nella vita serve sempre saggezza per preservare questa unità», ha affermato Miletić.
Nel discorso conclusivo, la delegata del Presidente della Repubblica di Croazia Ada Damjanac ha evidenziato come l'antifascismo in Istria sia uno stile di vita e ha messo in guardia sul fatto che non si deve permettere di riscrivere la storia e sminuire il sacrificio dei partigiani.
«Rispettiamo la diversità, la libertà di pensiero e di espressione, ma non possiamo permettere che vengano offesi i partigiani e le loro vittime, né il ritorno di idee sconfitte più di otto decenni fa. I veri patrioti sono le persone che ricordiamo oggi e tutti coloro che hanno difeso la libertà», ha concluso Damjanac.
La cerimonia è stata arricchita dalle esibizioni della Banda musicale della società culturale KUD "Matko Laginja" di San Lorenzo del Pasenatico e dal gruppo folkloristico degli alunni della Scuola Elementare di Parenzo guidato dall'insegnante Martina Jakac, che ha proposto danze tradizionali istriane. Dopo la deposizione delle corone di fiori e i discorsi celebrativi, il raduno di cittadini, antifascisti e simpatizzanti è proseguito in allegria con una pasta e fagioli e un bicchiere di vino locale.
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