Il restaurato Palazzo Sincich presenta la preziosa collezione del Museo parentino
Nelle sale del Palazzo Sincich è stata inaugurata solennemente ieri sera la mostra „Metamorfosi dell'argilla” (Metamorfoze gline), con la quale è stata presentata per la prima volta al pubblico una preziosa collezione museale di ceramica d'arte. L'esposizione segna al contempo il ritorno delle attività espositive negli spazi restaurati del palazzo, a seguito della conclusione del progetto di riqualificazione energetica. Per l'occasione sono stati presentati i risultati dei lavori effettuati, che hanno migliorato notevolmente le condizioni per la conservazione del patrimonio museale e per la permanenza dei visitatori.
La mostra ha offerto una storia unica sulla trasformazione della semplice argilla in opere di grande valore culturale e storico. All'inaugurazione ha presenziato un folto pubblico, composto da rappresentanti della comunità locale e della vita culturale. I presenti sono stati salutati dalla direttrice del museo, la Dott.ssa Elena Uljančić, mentre l'onore di dichiarare aperta la mostra è spettato al sindaco di Parenzo, Loris Peršurić.
Uljančić ha ricordato che il restauro del complesso barocco di Palazzo Sincich rappresenta uno dei progetti d'investimento più impegnativi e duraturi della Città di Parenzo, il quale ha richiesto un'ampia preparazione, un coordinamento tecnico e l'attuazione di numerose fasi complesse. Il progetto è stato preceduto da dettagliate indagini conservative, dalla stesura della documentazione e delle perizie necessarie, dall'ottenimento di numerosi nulla osta e autorizzazioni da parte delle istituzioni preposte, nonché da anni di preparazione per l'esecuzione dei lavori su questo bene culturale tutelato. Il restauro si è svolto in più fasi, sotto la costante supervisione di esperti e la collaborazione di conservatori, progettisti, imprese esecutrici e altri specialisti, con l'obiettivo di preservare i valori architettonici e storici originali e di adeguare gli spazi alle esigenze moderne dell'attività museale.
L'ultima fase dei lavori ha riguardato l'efficientamento energetico di Palazzo Sincich, grazie al quale è stata ulteriormente migliorata l'efficienza energetica del complesso e sono stati ottenuti significativi risparmi sui consumi. Il progetto è stato realizzato nell'ambito del bando „Riqualificazione energetica degli edifici con status di bene culturale” all'interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza tramite lo strumento NextGenerationEU. I fondi a fondo perduto sono ammontati a 921.717,88 euro, mentre la Città di Parenzo, in qualità di fondatore del museo, ha garantito oltre 1,5 milioni di euro. I lavori hanno interessato una superficie lorda di 1.538 metri quadrati. Sono stati sostituiti i serramenti esterni, è stato installato un nuovo impianto di riscaldamento e raffrescamento tramite pompa di calore e un sistema di climatizzazione degli ambienti, sono stati rifatti gli impianti elettrici, posizionata l'illuminazione a LED e adottate misure per aumentare la sicurezza dell'edificio in caso di incendio, garantendo al contempo condizioni climatiche interne sane per gli utenti e per il patrimonio museale. Nell'ambito degli interventi sono stati installati nuovi impianti idrici e fognari, oltre a numerosi lavori edili e impiantistici complementari necessari per la completa realizzazione della riqualificazione energetica.
«L'inaugurazione di questa mostra rappresenta per noi una doppia festa. Da un lato, siamo finalmente in grado di presentare per primi al pubblico una collezione che testimonia la ricchezza della ceramica artistica croata attraverso diverse generazioni di creatori. Dall'altro, questa mostra è anche un ritorno simbolico negli spazi rinnovati di Palazzo Sincich, che dopo il progetto di riqualificazione energetica sono pronti a tornare a essere un luogo di incontro tra i visitatori e il nostro patrimonio culturale. Credo che questa mostra sarà solo l'inizio di una presentazione più sistematica della ricchezza delle nostre collezioni museali al pubblico.» ha rilevato Elena Uljančić, direttrice del museo.
La mostra è stata ideata e realizzata dalle conservatrici del museo di Parenzo, Sabina Damiani e Vltava Muk, che attraverso un'attenta selezione e ricerca sulla collezione hanno offerto ai visitatori un quadro unico sulla ricchezza della ceramica d'arte croata del fondo museale.
Delle opere esposte e della loro collocazione nello sviluppo della ceramica d'arte croata ha parlato Sabina Damiani, pedagogista dell'arte, che ha inquadrato la mostra in un più ampio contesto storico europeo. Ha sottolineato come durante gli anni '60, sotto l'influenza delle correnti artistiche in Francia e Italia, si sia verificato un forte aumento di interesse per la ceramica d'arte, che allora si affermò come disciplina artistica a tutti gli effetti. Tale sviluppo ha stimolato la creazione di nuove poetiche d'autore, un'attività espositiva più intensa e la riunione di una generazione di artisti i cui lavori costituiscono oggi questa preziosa collezione museale.
«I lavori presentati in questa mostra sono caratterizzati da varietà, ma anche da raffinatezza e fragilità, motivo per cui l'allestimento espositivo stesso è stato concepito in modo pulito e minimalista, per consentire alle opere di emergere appieno. Abbiamo cercato di creare un dialogo tra opere nate in un ampio arco temporale, che va dagli anni '30 alla fine degli anni '80 del secolo scorso. Per alcune è evidente l'appartenenza al gusto di un determinato periodo, mentre altre avrebbero potuto nascere in qualsiasi momento, sono del tutto senza tempo. Proprio questa varietà e stratificazione rendono questa collezione unica ed estremamente preziosa» ha spiegato Sabina Damiani.
Un proprio commento sulle opere è stato offerto anche dalla responsabile della Collezione di Ceramica, la storica dell'arte Vltava Muk. In mostra sono presentati i lavori di Stella Skopal e Blanka Dužanec, professoresse del Dipartimento di Ceramica della Scuola d'Arte e Mestieri di Zagabria, le quali, con il loro lungo lavoro pedagogico, hanno formato numerose generazioni di ceramisti croati. Il loro contributo allo sviluppo della ceramica d'arte si evidenzia in modo particolare nel fatto che molti degli autori presenti in mostra hanno acquisito proprio sotto la loro guida la propria formazione e le prime basi professionali.
Un'attenzione particolare è stata dedicata a Vlasta Baranjai e Mila Petričić, artiste che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali per il loro lavoro ed esposto accanto a giganti dell'arte mondiale come Pablo Picasso e Marc Chagall. Tra le autrici di spicco figura anche Malvina Borelli, i cui primi lavori, conservati nel fondo del museo, rappresentano oggi un segmento raro ed estremamente prezioso del patrimonio ceramico croato.La mostra offre anche una panoramica sulla produzione della nuova generazione di ceramiste e ceramisti affermatasi a partire dagli anni '60, tra cui Zlata Radej, Milan Kičin e Ljerka Njerš. Spicca in modo particolare Ljerka Njerš, recentemente insignita del Premio "Vladimir Nazor" alla carriera, la più alta onorificenza nazionale nel campo delle arti. Un posto di rilievo nell'esposizione è occupato dagli artisti che hanno vissuto e operato a Parenzo, lasciando un segno nella storia culturale della città. Accanto a Emil Benčić, sono presentati Ivan e Melanija Krajina, nonché autrici meno note ma di grande valore come Marina Suetova Kostić e Amalija Miličević, le cui opere testimoniano ulteriormente la ricchezza della scena ceramica parentina.
«La mostra di Parenzo non è stata solo un evento culturale locale, ma nel corso degli anni è diventata un'importante piattaforma di incontro per i principali ceramisti croati. Grazie a ciò, Parenzo si è affermata come uno dei luoghi chiave per seguire lo sviluppo della ceramica d'arte croata nella seconda metà del XX secolo. Entro la fine degli anni '80, la collezione museale è arrivata a contare oltre 160 opere uniche, che oggi costituiscono una testimonianza di straordinario valore di quel periodo e della creazione artistica » ha concluso Vltava Muk.
Nel suo discorso, il sindaco Loris Peršurić si è soffermato sul progetto di riqualificazione energetica del complesso edilizio del Museo del territorio parentino, recentemente concluso, e sulle nuove opportunità che esso apre per l'istituzione.
«Con questo progetto prosegue un forte ciclo di investimenti nel patrimonio culturale di Parenzo, che rappresenta la più grande ondata di interventi per la conservazione e il restauro del patrimonio storico-culturale nella storia moderna della città. Nel periodo recente sono stati investiti in questo ciclo oltre 15 milioni di euro, restaurando numerosi edifici e siti di rilievo: la Casa Romanica e la Casa memoriale di Joakim Rakovac con il nuovo allestimento permanente, la Basilica Eufrasiana e il centro storico (con la riqualificazione della riva cittadina, le indagini archeologiche a Marafor, il restauro degli edifici della Capitaneria di porto, della Stazione di Polizia e della Questura, della chiesa della Madonna degli Angeli in Piazza della Libertà, oltre ai continui investimenti negli edifici sacri di Parenzo e dintorni). Il Palazzo Sincich, essendo l'investimento più imponente, è il coronamento dei nostri sforzi, motivo d'orgoglio per tutta Parenzo e la prova che la politica cittadina punta a custodire ciò che siamo» ha detto Loris Peršurić, sindaco di Parenzo.
Con questo restauro sono state garantite condizioni di migliore qualità per la conservazione e la tutela del patrimonio museale, l'organizzazione di mostre e l'accoglienza dei visitatori. Al contempo è stato creato uno spazio museale più funzionale e sostenibile nel lungo periodo, che consentirà una valorizzazione ancora più efficace del ricco patrimonio culturale. Per il prossimo futuro è previsto anche lo sviluppo di nuovi contenuti, tra cui l'allestimento del nuovo percorso espositivo permanente, che arricchirà ulteriormente l'offerta del museo.
La mostra „Metamorfosi dell'argilla” sarà aperta al pubblico fino al 15 settembre con i seguenti orari:
• Dal lunedì al venerdì: 10:00 – 12:00 e 18:00 – 21:00
• Sabato: 10:00 – 12:00
• Domenica e festivi: Chiuso
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